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TERRITORIO
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CENNI STORICI

cenni storici in lingua veneta

foto delle anfore della tomba di ponzano veneto I tre paesi di Ponzano Veneto, Paderno, Merlengo, situati a una decina di chilometri a nord del capoluogo Treviso, formano insieme dal 1807 il Comune di Ponzano Veneto.
Le loro origini sono da ricercarsi nella notte dei tempi, quando sorsero lungo la Postumia, strada consolare romana del II Secolo a.C. che univa Aquileia e Concordia a Genova, su terreni misurati dagli agrimensori romani dopo le campagne militari di Giulio Cesare e tracciati per creare dei presidi nella fertile regione del "Municipium Tarvisium".

Della centuriazione del resto sono visibili ancora oggi le tracce: il cardine massimo (via Antiga) e il decumano massimo (via Morganella).
Ma anche i toponimi di Ponzano Veneto e Paderno hanno molto da raccontare: sembra, infatti, che essi derivino da Pontianus e Paternus, probabilmente i nomi dei capicoloni che beneficiarono di alcune terre da coltivare.

Merlengo invece risalirebbe a Marling, attestato anche nel bolzanese, presumibilmente di epoca gotico-barbarica, spesso citato nelle fonti storiche assieme all’antichissima chiesa di San Vito sulla Postumia (periodo franco-carolingio).
Con il tempo, dopo i Romani, arrivarono anche molte popolazioni dell’Est, il cui passaggio è testimoniato da strade come via Schiavonesca e la vicina Ongaresca (oggi Pontebbana).

foto di complesso architettonico del centro di ponzano veneto Fu nel Medioevo che i tre villaggi subirono delle trasformazioni, entrando a far parte come Regole del Quartier d’Oltrecagnan, con un loro capovillaggio (mèriga), e come Cappelle della Plebs di Postioma nell'Arcipretato di Cornuda.
Sotto il dominio veneziano invece diventarono ville del quartier di Campagna Inferiore della Podesteria di Treviso.

Nel Settecento la maggior parte delle terre dei nostri paesi era in proprietà ai nobili, ai ricchi mercanti, agli enti religiosi e civili.
Le terre della comunità erano quasi inesistenti ed erano rari i proprietari terrieri.
Tra il Sette e l’Ottocento Ponzano Veneto non si segnalò dal punto di vista demografico ed economico, tanto che le fonti storiche testimoniano l’assenza di medici, notai e avvocati.
Ma andò peggio quando dalla Francia e dall’Austria calarono gli eserciti invasori che si portarono dietro una terribile carestia.

foto del porticato della foresteria di villa minelli Nell’Ottocento però l’economia cominciò a navigare meglio: fu allora che nacque il primo nucleo di artigiani e di mercanti, che incisero positivamente su di un’economia prima quasi esclusivamente agricola.
Con la caduta di Venezia poi molte ricchezze nobiliari passaroro alla borghesia e alcune delle Ville venete presenti nel comune cominciarono un lento declino.
Sparirono prati e boschi, ma arrivò anche la bachicoltura e con essa maggiori profitti per gli abitanti.

Verso la fine dell’Ottocento però le condizioni dei contadini peggiorarono e molti di loro emigrarono lontano.
La notizia della prima scuola elementare risale al 1856 e fino ai primi del Novecento non ci furono ne telegrafo, ne ufficio postale, ne casse rurali, ne industrie.

Il primo embrione del moderno comune vedrà la luce con il Regno Lombardo-Veneto e assumerà il nome di Ponzano Veneto sotto il Regno di Italia; il 18 gennaio del 1868.
Il fenomeno dell’emigrazione ritornerà poi nel secondo dopoguerra, fino agli anni Sessanta quando il boom economico raggiungerà anche Ponzano Veneto e si insedieranno numerose industrie.

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